Vai al menu
Vai al contenuto

OLMARIA Regina dei prati - 旋果蚊草子
Filipendula ulmaria (Spirea ulmaria)

Indicazioni

Dolori, crampi, artrite (dolori), bilare (calcolo + dolori), coliche, dolori muscolari, emicrania, gotta dolorosa, infiammazione nervosa (dolorosa), crampi mestruali, nevralgie, coliche renali, reumatismi dolorosi, sciatica, mal di testa, malattia del cuore ...

Descrizione

Composizione :
Capsula, 100% Spirea ulmaria flos

Parte utilizzata :
Bocciolo

L’olmaria è diffusa dall’Europa centrale fino all’Asia centrale. E’ una pianta perenne, alta fino a 2 m con robusto rizoma. La pianta dai fiori bianco-crema è diventata rara nelle zone ad intensa agricoltura. Fu solo durante il rinascimento che si scoprirono i suoi effetti curativi. In Siberia l’olmaria è apprezzata come alimento. Il biancospino ed il salice bianco furono elementi importanti nelle ricerche sull’acido salicilico. Da queste piante si isolò dapprima l’acido salicilico per produrre l’aspirina. L’acido salicilico ha effetto calmante, antipiretico, antispastico, diuretico, sudorifero, astringente, cardiotonico e, esternamente, cicatrizzante. In caso di raffreddori con febbre aiuta pure a sudare. L’olmaria è inoltre un buon rimedio per lo stomaco. (Vedi anche salice bianco e chrysanthemum.)

Un po di storia: Nel 1827 Leroux, un farmacista francese, isolò dalla corteccia del Salix purpurea la salicina, alla quale corrisponde un acido fenolico, l'acido salicilico, che si può anche estrare dall'olmaria. Come il salicilato de metile, l'acido salicilico venne largamente usato da quell' tempo nella terapia delle nevralgie, delle sciatiche, delle mialgie e delle forme reumatiche. A quanto si dice, fu Hoffman a interessarsi, per conto della "Bayer", dei derivati dell'acido salicilico. Il 10 ottobre 1897 fu sintetizzato l'acido acetil-salicilico. Nel 1889, dopo un grande lancio pubblicitario, fu coniato il nome "Aspirina" dalla combinazione de A (acetilico) e spirea (spirina).

Dosaggio

3 x 1-2 capsule al giorno con molta acqua
250 mg/capsula

Stampa