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RAFANO - Barbaforte
Armoracia rusticana

Indicazioni

Infezioni (antibiotico naturale), bronchiti, infiammazioni urinarie e renali, influenza, tosse, reumatismi, problemi digestivi e intestinali, micosi ...

Descrizione

Composizione :
100% radice di rafano

Parte utilizzata :
Radice

Il Rafano (Armoracia ruticana) appartiene alla famiglia delle Crucifere (Brassicacee). Chiamata anche Cren (dal tedesco) e soprattutto nell’area germanofona “pizzicanaso”, a causa del suo effetto pungente e piccante. La radice viene utilizzata sia a scopi gastronomici che curativi. Originaria del Sud Europa viene menzionata già dagli antichi Greci. Alle nostre latitudini la pianta resiste bene ai rigori invernali. La parte erbacea muore in autunno, mentre la radice si inoltra nel terreno fino a 30-40 cm e resiste così a temperature estreme.

Nel Medioevo questa radice veniva utilizzata per molti disturbi. Fino a qualche anno fa anche nella medicina accademica rivestiva un’importanza notevole. Il dr. Alfred Vogel era un forte sostenitore delle proprietà anti-infiammatorie del Rafano e raccomandava di avere sempre a portata di mano una tintura con estratto fresco di Rafano, o comunque di grattugiare del Rafano nell’olio. Un altro consiglio consiste nel mescolare Rafano grattugiato e miele in parti uguali e consumarne ogni giorno una piccola quantità. In grandi quantità il Rafano può causa disturbi gastrici o intestinali, così come infiammazioni renali, diarree emorragiche o vomito. Va da sé che le dosi vanno in questo caso ridotte. Il rafano grattugiato fresco può causare una sensazione di bruciore in bocca o nel naso, ma in genere non ha conseguenze di alcun genere. Usato come impacco sul petto è di grande aiuto in caso di problemi asmatici: potrebbe tuttavia causare infiammazioni e rossori alla pelle La tintura è molto adatta per il massaggio in caso di gotta e reumatismi. Il rafano viene raccolto da settembre a febbraio.

Sono state individuate proprietà antibiotiche nel Rafano e, considerato che gli antibiotici in genere hanno sempre minor efficacia, presso i naturopati vi è un ritorno all’utilizzo del Rafano, grazie alle sue riconosciute proprietà antibiotiche, calmanti della tosse, stimolanti per la circolazione e quale prevenzione di malattie cancerogene.

Il rafano ha altre proprietà fitoterapiche secondarie, tra le altri i glucosinolati, dalle proprietà antibatteriche, come dimostrato da studi condotti dall’Università di Freiburg hanno dimostrato. Secondo uno studio del prof. Stephan Pleschka dell’Istituto di virologia medica dell’Università di Giessen, la proliferazione del virus influenzale viene impedita nella misura del 90% dall’olio di senape contenuti nel Rafano. Anche infezioni da streptococco e stafilococco e le loro tossine vengono neutralizzati, come venne dimostrato da ricerche dell’Istituto di igiene di Giessen già nel 1963. Gli oli di senape contenuti nel Rafano si accumulano soprattutto nella vescica e nei polmoni, da qui la loro efficacia in caso di infezioni respiratorie e urinarie in alternativa agli antibiotici. Nel 2006 è stato condotto uno studio su 850 bambini e ragazzi che ha dimostrato un’efficacia del Rafano pari a quella degli antibiotici convenzionali. Importante è però il fatto che non è stata prodotta alcuna resistenza ai principi attivi del Rafano. Vi è una buona efficacia anche in caso di sinusite acuta, infiammazione dei seni nasali, catarro nelle vie respiratorie, bronchiti acute e cistiti acute, esattamente come fanno gli antibiotici ma senza creare effetti collaterali. Notevole il contenuto di Natrium, Kalium, Calcio e Fosforo, Vitamina C e perossidasi (enzima che favorisce l’eliminazione di tossine).

Controindicazioni: il Rafano è da sconsigliare per coloro che soffrono di disturbi gastrici e intestinali, così come in caso di disfunzione tiroidea.

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